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La messe e gli operai! Lc 10,1-12

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01 ott 2026
La messe e gli operai! Lc 10,1-12
Scritto da Piergiorgio |
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In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.

Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.

In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.

Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città».

Siamo stati abituati, dalla predicazione usuale, a pensare che l'abbondanza della messe, a fronte della scarsità degli operai, racchiudesse l'invito a pregare per le vocazioni religiose e presbiterali. È certamente un invito più che fondato, ma il brano evangelico odierno ci parla dell'invio di settantadue discepoli che il Signore manda avanti a lui, in ogni città e luogo dove stava per recarsi. A buon diritto possiamo e dobbiamo, io credo, sentirci rappresentati da quei settantadue, perché è compito di ciascun credente annunciare che il regno di Dio è vicino e operare per la sua diffusione, certo, ciascuno secondo il proprio carisma, la propria capacità e possibilità là dove si trova a vivere. I presbiteri, i religiosi e le religiose hanno indubbiamente un loro posto e compito nella Chiesa, ma non sono gli unici deputati ad annunciare il regno, facendolo secondo le modalità indicate dal Signore: attraverso uno stile di vita povero, non contando su mezzi straordinari, facendosi prossimi alle persone e intrecciando con tutte quelle che incontriamo relazioni amicali e pacifiche. Vale per tutti, non solo per i preti, sapere che il mandato che ci viene dal Signore è un compito non facile, perché avremo opposizione dal mondo, cioè da quel sistema di disvalori che si contrappone al Vangelo della fraternità tra tutti gli uomini e che, per il solo fatto di essere radicati in valori alternativi a quelli del mondo, saremo inevitabilmente come agnelli in mezzo ai lupi, ma non dobbiamo temere perché anche se può apparire il contrario, il Signore ha già vinto quel mondo.

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