In quel tempo, il tetràrca Erode sentì parlare di tutti questi avvenimenti e non sapeva che cosa pensare,
perché alcuni dicevano: «Giovanni è risorto dai morti», altri: «È apparso Elìa», e altri ancora: «È risorto uno degli antichi profeti».
Ma Erode diceva: «Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?». E cercava di vederlo.
Cosa ti turba, Erode, cos’è questo desiderio di vedere Gesù? Forse rimorso per aver ucciso il profeta Giovanni Battista che certuni ritengono redivivo e del quale tu avevi soggezione, ma che nonostante questo non esitasti a far ammazzare per accontentare le brame della tua amante? Ma tu sai bene che non può essere il Battista proprio perché lo hai visto morto per tuo volere e dunque a cosa mira il tuo voler vedere Gesù? Banale e superficiale curiosità, desiderio di appagare una tua voglia? Cosa ti muove, Erode? «Ognuno che vive voluttuosamente – scrive il biblista Ortensio da Spinetoli – e ciò nonostante cerca di conoscere Gesù, rischia di morire in questa sterile aspirazione. Il re che ha desiderato vedere Gesù quando un giorno lo vedrà non riuscirà a capirlo (Lc 23, 6-12); si vede che i suoi desideri erano superficiali o banali. Gesù non è un prestigiatore, ma il salvatore: per comprenderlo e accoglierlo occorre sposare la sua causa, far propri i suoi atteggiamenti e comportamenti».








