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25 feb 2023
DOMANDE
Scritto da Piergiorgio |
Letto 743 volte | Pubblicato in Il mio blog
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A distanza di un anno dall’invasione russa dell’Ucraina ci sono persone che, almeno apparentemente, mostrano di avere tante certezze sul perché della guerra e su quale debba essere il proseguo.

Io di certezze ne ho pochine, mentre le domande che mi affollano la mente sono davvero tante, quasi un turbinio difficile da dipanare.

La guerra è iniziata il 24 febbraio del 2022? I fatti dicono che no, che era in atto, sia pure su un teatro più ridotto, dal 2014.

C’è un aggressore e un aggredito? Senza alcun dubbio. L’aggressore è la Russia e l’aggredito l’Ucraina.

Chi è aggredito ha diritto alla difesa? Ritengo assolutamente di sì. La difesa da un aggressione deve essere solamente armata? Io penso di no. Penso anzi che ci si dovrebbe attrezzare e organizzare per saper rispondere anche in modo nonviolento e che se fatto bene possa sortire anche risultati migliori.

I soldati mandati a combattere da una parte e dell’altra sono tutti ugualmente convinti di ciò che fanno e lo fanno da volontari? Penso di no. Penso che la maggior parte lo faccia perché costretti, comandati e severamente puniti se obiettano o si rifiutano di combattere.

L’esercito russo si è macchiato di crimini di guerra? Stando alle notizie in nostro possesso pare non ci siano dubbi.

Ne hanno commesso anche gli ucraini? È del tutto probabile anche se abbiamo meno notizie in tal senso.

Ciò che a noi arriva è sempre la verità? Ritengo di no. Anche le notizie che giungono dagli inviati sul posto risentono inevitabilmente dei filtri frapposti da chi conduce le operazioni di guerra e che hanno buon gioco a cercare di usare, propagandisticamente a loro favore, ciò che è permesso vedere o non vedere.

L’Ucraina fa parte della Nato? No. La Nato è un’ alleanza militare che ha tra i suoi scopi la difesa dei paesi aderenti nel caso siano attaccati. Allora perché la Nato è coinvolta, sia pure indirettamente nel conflitto? Quali interessi sono in gioco?

L’Ucraina ha diritto alla sua indipendenza e integrità territoriale? Sì. La Russia, invadendola ha contravvenuto a ciò che è previsto dallo statuto dell’ONU? Sì

È sufficiente questo per giustificare l’intervento degli USA, dell’Europa? Penso di no. Gli USA, con il concorso degli europei non hanno fatto altrettanto con l’Iraq, l’Afghanistan, la Libia e la Siria?

Perché se a far guerra siamo noi troviamo sempre delle giustificazioni a nostra difesa e se lo fanno altri sono dei semplici criminali?

Il popolo ucraino ha diritto a vivere in pace, scegliere la forma di governo che più gli aggrada e decidere se aderire o meno ad alleanze politiche (Europa) e/o militari (Nato)? In linea di principio certamente sì, ma non si può prescindere dallo stato delle cose che vede blocchi di stati contrapposti e che proprio per questo, se non fatto in modo concordato, ogni disequilibrio introdotto non può che portare a conflitto.

La guerra potrà avere un vincitore e un vinto sul piano militare? Credo di no, lo affermano con cognizione di causa fior fiore di militari che rivestono ruoli di primo piano.

Chi trae maggiori interessi dal conflitto in atto e dal suo prolungamento? Non il popolo ucraino, non i militari ucraini, non i soldati russi mandati al macello, e allora chi? Quanti progettano, costruiscono, vendono armamenti.

È possibile la Pace? Vogliono farci creder che è impossibile. Io credo sia necessaria e che, per quanto la situazione sia ingarbugliata, la strada della diplomazia, del negoziato e del compromesso sia l’unica percorribile, diversamente resteremo a contare sempre più morti, distruzioni e sofferenze inenarrabili.

La guerra ha bisogno di braccia, di menti asservite e di ubbidienti. La pace chiede il concorso di persone capaci di pensare con la propria testa, disponibili a collaborare con altri e a progettare assieme. Richiede persone coraggiose fino al punto di dare la propria vita, se necessario, non per uccidere il nemico, ma per indurlo a cambiare.

L’umanità avrà un futuro se saprà ripudiare la guerra come strumento di risoluzione dei conflitti.

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