Anno nuovo politica vecchia. Non c’era certo da attendersi qualche cosa di diverso da quanto fin qui operato dal governo e dalla maggioranza giallo verde che lo sostiene.
Ciò che manifesta ulteriormente la faccia feroce di questo esecutivo è la vicenda ultima dei 49 migranti ostaggio di calcoli politici quasi si fosse trattato di merci sulle quali far pagare il dazio. Il tutto è stata una vicenda stolta giocata sulla pelle di uomini, donne e bambini le cui grida di aiuto non riuscivano a giungere alle orecchie sempre più indifferenti di chi, in primis Salvini, ha trasformato la questione migranti in denaro sonante da capitalizzare per la sua smania di potere. Certamente anche l’Europa, nel suo complesso, non si è dimostrata tanto migliore e se alla fine di una odissea allucinante si è trovato un compromesso che ha posto relativamente fine a tanta sofferenza inutile e ripugnante, la questione non si può definire conclusa. Il nostro ministro dell’interno, che in realtà si palesa sempre più come l’indiscusso tuttofare di questo governo, non è intenzionato a mollare la presa e rilancia le sue parole di rifiuto e intolleranza, giustificandole con il mantra che tanto ha fatto breccia nel cuore degli italiani: prima i nostri. Il problema è che non specifica chi siano questi “nostri”, così fin troppa gente lo ascolta come oracolo illudendosi di far parte della categoria. Suonando con toni sempre più sovrastanti la stessa musica riesce a nascondere l’inconcludenza su altre questioni e a nascondere ciò che ben presto si rivelerà agli occhi di molti come patacche spacciate per oro sopraffino. Bertrand Russell affermava che se ci fosse nel mondo un numero più cospicuo di persone che desiderano la propria felicità più di quanto desiderino l’infelicità altrui, potremmo avere il paradiso nel giro di qualche anno. Invece sta avvenendo tutto il contrario e chi se ne fa paladino – bisogna purtroppo ammetterlo – pare che al presente trovi più credito tra la gente. Naturalmente come afferma il vecchio detto, il diavolo fa la pentole ma non i coperchi, arriverà il giorno nel quale anche i ciechi attuali torneranno vedere; cadrà ogni illusione fino allora coltivata e le macerie che ci troveremo davanti richiederanno tempo, risorse ed energie per essere rimosse. È ben uno strano essere l’uomo; ricade sempre nello stesso abbaglio: credere che la soluzione ai drammatici problemi che lo coinvolgono risieda, non nell’uscirne assieme, ma da soli (don Milani docet), quando invece, questa, è cattiva politica. È più che mai attuale un’altra affermazione del prete fiorentino: «Il mondo ingiusto l’hanno da raddrizzare i poveri e lo raddrizzeranno solo quando l’avranno giudicato e condannato con mente aperta e sveglia come la può avere solo un povero che è stato a scuola». Cosa c’è di migliore della scuola di vita che ci viene da quanti oggi sono considerati degli scarti? Ecco perché Salvini & C. hanno tutto l’interesse a impedire che apprendiamo da loro.