Piergiorgio Bortolotti
Scrivo per passione, con la segreta speranza di donare qualche momento piacevole o interessante a chi mi legge.
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Stagioni

Lo scorrere dei giorni, il passare degli anni e delle stagioni, concorre a comporre la sinfonia della nostra vita. Qualche volta vestiamo i panni di direttore d’orchestra; qualche altra, somigliamo a un unico strumento e, altre ancora, ci ritroviamo spettatori.

INAZIONE

Non c’è vela, né vento,

 nell’assonnato porto

 del mio cuore.

 Non c’è voce

 ad incitare,

 a riportarmi ancora

 al largo,

 sulle onde…

Come accadeva fino a ieri….

 …

Sarà bonaccia ancora a lungo?

Esordio di Primavera

Rapisce, il sapore che si coglie in questi giorni

nell’aria: sa di vita.

Ne odi i palpiti: aggraziati, flebili, timorosi.

Come note musicali, si intrecciano sullo spartito

del tempo;

di questo tempo un poco bizzarro.

Il calendario racconta che è inverno;

non i trilli degli uccelli al mattino,

non il respiro delle piante,

non gli occhi lacrimosi delle gemme.

E mi lascio trasportare; trascinare,

dalla danza che esegue Natura…

Mille emozioni:

ricordi gioiosi di vita,

canti di gioia straripanti dal cuore,

raccolto silenzio;

preghiera.

1 commento

La Vita non si arrende

Il Cielo ha pianto, ma poco.

La Terra, più che mai assetata,

pare celare l’arsura che la rode,

tra canti di merli in amore

e intensi colori giallo rosa,

che intessono il mio cammino

stamane.

Ancora la vita tracima;

straripa, deborda ugualmente,

a dispetto di tutto.

Non si arrende, la Vita,

né ripiega,

come i boccioli sugli alberi Giuda

annunciano che ormai è primavera,

prima ancor delle foglie.

Sì, invecchiare

Qualcuno non lo accetta

si aggrappa al suo passato

si affligge, si addolora

nella speranza vana

di farlo rinverdire.

Ma il tempo scorre e passa

ritmando i nostri passi

senza temporeggiare.

Va solamente accolto

guardandolo negli occhi

ospitandolo nel cuore

facendoselo amico.

Allora offrirà saggezza,

serenità e pace.

S’impara ad invecchiare

ricalibrando il passo

a misura del respiro

dei battiti del cuore

che chiedon contemplare

la vita che continua

e ciò che abbiam offerto

o ricevuto in dono:

i frutti che sono nati

o che matureranno

diversi e anche più belli

di come immaginati.

Imparando a ringraziare

e custodendo il tutto

in un presente eterno

conosceremo infine

la libertà dal tempo.

Annunci d'autunno

Canta il torrente,

stamane,

in modo nuovo;

pare mormorare

la canzone di sempre

a mezza voce,

quasi a non voler disturbare

il sonno delle foglie,

che dai platani,

si staccano lente,

di altro colore,

adagiandosi lievi sulle sponde

che lo racchiudono,

comandandogli di non far rumore.

Scorre lento;

saltella giocoso sui sassi.

Con acque trasparenti

lambisce dolcemente

l’anatra immobile su un masso

posto nel mezzo;

curiosa lo guarda

annunciare l’Autunno.

Settembre amaro

Le colline che scrutano il Mediterraneo,

in questo settembre amaro,

non scorgono più ponti che uniscono territori,

culla di civiltà.

Osservano sgomente

alzarsi nuvoloni neri;

bandi, bestemmie di guerra,

oltraggi e imprecazioni.

 

 

In basso, urla di dolore,

sono asfissiate coi gas.

 

 

Danza la morte con macabri movenze,

sopra un’umanità confusa; incerta e frastornata.

 

 

Spetta a tutti noi frantumare

il vecchio stanco refrain

di guerre umanitarie…

 

 

Ritessere relazioni

riprendere a parlarsi,

guardandosi negli occhi,

anche tra nemici giurati,

è cammino di umanità.

E noi?

La foglia arlecchina d’autunno,

che dal ramo più basso del tiglio,

saltella nel vuoto,

appesa a un filo di ragno,

pare farmi boccacce.

Una folatina di vento la strappa

dall’improvvido appiglio,

scagliandola verso nuovi orizzonti

e pare danzare felice su in alto.

 

Noi, quando il filo che ci lega alla vita,

s’imbatterà in chi lo recide,

dove andremo?

Verso quale orizzonte?

 

…e sapremo farlo con gioia?

Quattro passi

Il sole che ha bucato, oggi, le nubi,

dopo giorni piovosi, e un po’ sfacciati,

preme e incalza, fa balzare fuori di casa,

come lucertole, l’estate, dagli spacchi dei muri.

 

Il viale, guardaspalle del torrente,

che a tratti, schiumando, rumoreggia,

e a tratti scorre lento,

borbottando sottovoce,

si è riempito, oggi, di gente,

la più varia.

 

Chi passeggia scalpitando;

chi procede e avanza invece piano,

C’è chi siede su una panca, solo,

in disparte;

chi racconta del tempo che è

passato

e chi tace…

esplorando con gli occhi

del suo cuore,

la vita che fluisce leggerissima…

 

… nel passo di una suora

che si regge a fatica col bastone,

negli sguardi di anziani che camminano

stringendosi per mano,

su visi di bambini addormentati,

accarezzati da raggi di sole birichini,

che li solleticano amabilmente,

senza svegliarli.

21 Marzo 2014

Profuma di terra, oggi, l’aria.

 

Profuma di vita, la terra.

 

 

Profuma di speranza, la vita,

nel ricordo di morti ammazzati

che ci hanno indicato il cammino.

Segni di speranza

Già cadono,

le foglie più stanche,

in questo autunno

incipiente.

Altre,

in cui martellano flebili

guizzi

di vita,

sui rami degli alberi,

mutano ogni giorno

colore.

Soltanto sui parapetti dei ponti

che uniscono le sponde del torrente,

che mormora la sua sfiancata

canzone,

un intreccio variopinto di fiori,

induce nel cuore speranza,

in questo tempo di morte.

L’ordito e la trama del tessuto

festoso,

che rallegra la vista, passando

nei pressi,

è fatto da mani di uomo,

come quello sanguinario,

feroce,

spietato,

che, più vasto e di intreccio

complesso,

aggroviglia tanti, troppi

luoghi

nel mondo.

VOI ED IO

Dietro le schermo piatto,

di questa mia consolle,

immagino volti noti,

e altri sconosciuti;

occhi nei quali brilla,

una luce che mi sorregge,

cuori curiosi e caldi,

pulsanti tutti di vita.

Nel dialogo che si dipana,

silente e a tratti sospeso,

come le stelle su in cielo,

mi chiedo, non senza timore,

chi doni, e cosa, di più.

Voi tutti, miei cari lettori,

avete la meglio su di me.

Così, dal profondo del cuore,

libero un grazie che possa raggiunger

ciascuno, assieme all’augurio più caro

di un Nuovo, felice e proficuo Anno

con me.

Accento di primavera

Parlottano con flebile voce

palpitando sulle foglie dei platani,

poi cadono a terra e si tacciono,

le gocce di pioggia,

stamane.

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