Piergiorgio Bortolotti
Scrivo per passione, con la segreta speranza di donare qualche momento piacevole o interessante a chi mi legge.
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Sono forse io il custode di mio fratello?

La risposta di Caino a Dio, che in Genesi risuona come rifiuto all’impegno di responsabilità che l’essere parte della stessa umanità, comporta, è la medesima che è risuonata ininterrottamente nel corso della storia e che tutt’ora risuona, talvolta sinistramente, magari ammantata persino da giustificazioni di carattere religioso. Eppure, a ben guardare, siamo geneticamente fatti per l’empatia: quindi costituiti, predisposti per la compassione; per la comprensione e la solidarietà verso i nostri simili. Segno che l’occuparsi della felicità degli altri, è parte integrante del nostro essere uomini e viene prima ancora di ogni teorizzazione etica o morale.

In morte di James Folley

Se mai ne avevi una,

di umanità,

e voglio credere sia stato

anche tu bambino,

cullato da una donna,

un giorno ormai lontano,

dietro quel tuo cappuccio

nero,

l’hai persa ora del tutto,

sgozzando l’inerme James.

Forse ti credi un prode;

un guerriero senza paura,

un novello vendicatore

di torti e soprusi inferti,

ma se la crudeltà,

lo spregio, la spietatezza,

sono il tuo emblema,

il motto del tuo mondo

“nuovo”,

allora, che lo sappia o meno,

il morto sei solo

tu.

James, al contrario, vive!

Historia magistra vitae?

Vi chiederanno perdono,

un giorno,

i  pronipoti,

come facciamo noi,

in questo nostro tempo,

per crimini del passato,

compiuti da i nostri avi…

colpevoli come noi

di aver volto lo sguardo

altrove…

di essersi dimenticati

di rimanere umani…

ciascuno nei propri giorni

Europa

Unione di contrapposti interessi,

di muri e filo spinato,

di confini interiori

eretti con pervicace scaltrezza

da piazzisti della paura,

meni vanto di umani diritti:

Liberté, Égalité, Fraternité;

perfino di radici cristiane…

 

Sei sorda al pianto, al dolore, allo strazio

di uomini, donne e bambini,

che premono ai tuoi confini

invocando pietà.

 

Li vorresti cacciare in un altrove

lontano dai tuoi occhi

e non ti accorgi che così

massacri il tuo cuore.

Contro

Non chiedetemi di piangere

i morti

che vi state preparando

a causare

abbellendo con pietose

bugie

le ragioni del loro “eroico”

cadere

come oggi magistralmente

provvedete

a persuaderci dell’ineludibile necessità

di pugnare.

Idomeni

Nel freddo e nel fango

d’Idomeni,

enclave d’Europa

governata da Tornaconti e Interessi

inconfessati,

giacciono sfiancati.

Vilipesi

stremati

logorati

vestono stracci di speranze

naufragate.

Pochi angeli dai piedi

pellegrini,

a donare conforto,

sollievo,

e impedire che siamo tutti

ricoperti di Vergona.

Scarti

Volti che non incontrano volti,

né sorrisi o gesti d’affetto,

solo chiacchiere, ai piani più alti.

E qualche proclama

per tacitare le coscienze.

Solo in basso, tra i semplici,

tra gli umili, i perdenti,

gli sballati, i disfatti,

fioriscono gesti d’ accoglienza

che riannodano fili fraterni.

Rapporti spezzati dagli arroganti

e potenti di sempre,

timorosi di perdere il sudato di sangue

strappato alle vittime ora riverse su spiagge,

come conchiglie vuote, disperse.

I prepotenti innalzano muri, filo spinato;

propagano paure e odi tracotanti.

S’illudono, così, di poter fermare la gente.

Gente che non ha più nulla da perdere,

solo la VITA, ormai da custodire.

La vita valica ogni confine, ostacolo,

barriera, scoglio o mare.

La vita chiede di essere accolta, sempre,

comunque e ovunque.

Inverno nel cuore

È diverso, quanto è diverso!

il paesaggio invernale

che spazia qui fuori,

che osservo ammirato

dentro il caldo di casa,

da quello che a voi

è imposto

dal nostro egotismo

straccione

che appalta, ai confinanti

governi,

l’ufficio pilatesco

di rigettarvi più oltre

per zittire le vostre invocazioni

di aiuto

così che non ci giungono

a guastarci ancor più

le nostre prigioniere

giornate.

Ma il gelo che vi incartoccia

schiantando le vostre speranze,

che soffia dall’Est,

quello ci arriva comunque

a turbare i nostri sonni

e lo sento dentro

le ossa.

Vi chiedo in ginocchio

Perdono.

Numeri secondi

1 2 3 4 5 6 7 8 9 …

130 volti

130 bocche

130 urla di aiuto

130 nomi

130 storie

130 sogni

130 speranze sbriciolate

130 incubi

130 oppressi

130 schiacciati

130 sommersi

130 annegati

in un mare di indifferenza

e di sguardi volti altrove

magari su campi di calcio

… rubati (?)

Qui ci si indigna per cose più “importanti”;

qui si muore d’ingordigia

e nemmeno ci si accorge.

DANZERÒ DA SOLO

È iniziata la danza macabra

nel cuore dell’Europa.

Vi chiederanno di parteggiare

per questo o quello,

scegliere il partner con

cui danzare

il luttuoso ballo mascherato…

Io danzerò da solo,

se necessario,

e senza maschera sul viso

Invocherò la pace in faccia alla

battaglia

Invocherò giustizia

anche se raggirata.

Respingerò al mittente

le accomodanti verità

ufficiali.

Starò a fianco delle vittime

e non dei duellanti,

le uniche persone ad essere

INNOCENTI.

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