online casino Malaysia
Sono forse io, Signore? Mt 26,14-25

Share to Facebook Share to Twitter Share to Linkedin 

Articoli più letti

02-05-2009

NON RIESCO A RASSEGNARMI

Miguel, è un nome che suona dolce come un claves. E tu eri una persona...

03-05-2009

SOLTANTO BARBARIE

  Cara Delara Darabi, io non so se tu eri colpevole come ti sare...

18-05-2009

ERA SOLTANTO UN SOGNO

Il barcone veleggiava, sì fa per dire, verso le coste africa...

06-06-2009

LO SPORT PREFERITO

Ci vuole un genio per fare le vere domande- diceva Oscar Wilde- e non ...

01 apr 2026
Sono forse io, Signore? Mt 26,14-25
Scritto da Piergiorgio |
Letto 13 volte | Pubblicato in Sulla tua parola
Dimensione carattere Riduci grandezza carattere incrementa grandezza carattere
Valuta questo articolo
(0 voti)

In quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariòta, andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d'argento. Da quel momento cercava l'occasione propizia per consegnare Gesù.

Il primo giorno degli Ázzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Ed egli rispose: «Andate in città, da un tale, e ditegli: "Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli"». I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua.

Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. Mentre mangiavano, disse: «In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». Ed egli rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello che mi tradirà. Il Figlio dell'uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell'uomo dal quale il Figlio dell'uomo viene tradito! Meglio per quell'uomo se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l'hai detto».

 

Davvero crediamo di poter rivolgere la stessa domanda rivolta a Gesù da parte di tutti i discepoli, Giuda compreso, presenti quella sera seduti a tavola con il Maestro, senza arrossire? La vita di tutti noi è fatta di piccoli e grandi tradimenti, vale a dire di momenti vissuti in dissonanza con la vita e il Vangelo del Signore al quale diciamo di rifarci definendoci cristiani. Che le nostre vite possano essere dissonanti non meraviglia; ciò che dovrebbe indurci a seria riflessione è ammetterlo, non per spirito masochistico di volerci autoflagellare, ma per poterci gettare tra le braccia del Signore, sapendo di essere da lui amati e perdonati ancor prima di chiedergli perdono. Questi giorni della settimana santa dovrebbero incoraggiarci a rinnovare la nostra profonda fiducia in quell'Amore che è da sempre e che chiamiamo, sull'esempio di Gesù, nostro Padre, per ridare vigore alle nostre esistenze, forse un po' confuse. Sappiamo di poter contare su di lui sempre, comunque e in ogni circostanza: Gesù ce ne ha dato la dimostrazione più lampante lavando i piedi ai suoi discepoli e accettando una morte infamante per fedeltà al mandato del Padre: essere la dimostrazione vivente del suo amore per noi.

1 iscritti

Iscrizione ai commenti

Ricevi le notifiche via email quando un nuovo commento viene aggiunto in questo intervento.

Contatti

Da:
Oggetto:
Nome:
Messaggio:
Please enter the following
 Help us prevent SPAM!

Accesso riservato

Copyright & Credits

I contenuti di questo sito non possono essere riprodotti, copiati, manipolati, pubblicati, trasferiti o caricati, con nessun mezzo, senza il consenso scritto dell'autore.

E' vietata l'utilizzazione, anche parziale, sia per scopi commerciali che no profit.

Chi avesse interesse ad usufruire di contenuti di questo sito è pregato di contattarmi.


Contatore visite

2349824
OggiOggi2074
IeriIeri2258
Questa settimanaQuesta settimana5743
Questo meseQuesto mese2074
TuttiTutti2349824