Piergiorgio Bortolotti
Scrivo per passione, con la segreta speranza di donare qualche momento piacevole o interessante a chi mi legge.
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Orizzonti interiori

La vita è un cammino talvolta faticoso, altre volte lieto, comunque sempre stimolante a condizione che ci lasciamo trapassare da sentimenti veri, che la viviamo perseguendo obiettivi alti, che la costruiamo su valori profondi, e infine, che restiamo disponibili ad imparare da quanto il vivere ci insegna.

Depressione

Pensieri

pesanti

come macigni.

Sommerso

da un cumulo

enorme

di terra

nerastra,

mi avvinghio

al nulla

di un ricordo

remoto

di luce

Mia amata

È forse assai immodesto,

il nominarti mia:

amata e prediletta.

… Ancora non ti conosco.

Sei sogno vago;

luce in fondo a un tunnel,

attesa del domani.

Vorrei che fossi oggi;

sentirti dentro me

come sento la vita.

E arrendermi al tuo abbraccio,

io naufrago,

scampato all’onda

sconcertante

 

Vorrei stringerti a me,

con forza…;

il pensiero mi fa fremere

e sospirare anche,

con passione.

Vorrei abbandonarmi

fra le tue braccia

e perdermi…

come si perde un naufrago,

e cedere, abdicando

alle carezze tue,

ai baci immaginati

saporosi,

come lo sono i frutti

di stagione.

Come i colori l’autunno

Tavolozza di colori

sparsi

ovunque:

sono questi

i pensieri miei

stasera.

Il grigio

di speranze deluse,

il verde

di aneliti

profondi,

il giallo di luce

dei tuoi occhi,

il rosso

di un calore mai pago,

poi il nero,

come notte profonda,

con macchie argentate:

sono le stelle

del giorno

che viene.

Bisogno di te

Mi è dolce

sognare

il tuo volto.

Pensarti

con pensieri

soavi,

come foglie

portate dal vento

l’autunno.

Alla sera,

la tua immagine,

si anima

di poche parole

che accarezzano piano

il mio volto

A tratti

mi par di sognare.

Mi chiedo:

ma è vero?

E se fosse

illusione?

Poi arriva

a conferma

quel tuo poco

parlare.

Mi sorride

la vita;

ho la gioia

nel cuore

E nel fondo,

un grande bisogno,

bisogno

di te.

Vespro

Cielo

terso,

percorso

da ombre sfuggenti,

che si stende

a coprire

ogni cosa;

ed è sera.

Fioca luce,

di lampade

smorte,

che proiettano

a terra

figure contorte,

di passanti

sperduti,

come uccelli

che hanno smarrito

il lor nido.

Un silenzio

ovattato,

si diffonde per via,

percorre vicoli,

si addossa

alle case,

fascia tutto

come tela

di ragno.

Rallento il mio

passo,

respiro profondo.

Dentro preme

una gioia,

che si tace

sospesa

incantata.

Vita

Ci spoglia

la vita;

ci spoglia

d’ogni pretesa,

perché si è

liberi…

quando si è nudi

da ogni potere.

Una luce,

che è dentro,

mi ripaga

dalle molte

fatiche,

e attende

una nascita

nuova.

Mortali

Stiamo sospesi,

come funamboli

sul vuoto,

ad un filo sottile

come tela

di ragno.

Basta poco

a spezzarlo

ed è tuffo,

io credo,

in un mare di luce.

IL MANDORLO

È fiorito di nuovo,

e ancora cattura

i colori del cielo,

oggi un po’ smorto.

Di luce iridescente,

mi trafigge lo sguardo

ed il cuore.

Così, come un tempo,

le tue labbra rosate,

che incastonavano

un gaio sorriso.

Labbra accarezzate

con lo sguardo:

trasognato,

stregato.

E come un fiore leggiadro,

riflettendo il tuo sguardo,

a quello

il mio rimandavano,

cercando risposta

alla mia sete d’amore.

Ora,

i fiori del mandorlo

in festa,

mi permettono ancora

di sognare;

ed è un sogno più

grande…

e lo sguardo che incrocio,

ha orizzonti

d’infinito.

È un Immenso che

mi avvolge;

in cui perdermi, per

ritrovarmi.

PRIMAVERA

Il giorno s’è allungato

e anche le foglie sbocciate di fresco

sui rami odorosi dei tigli.

E si indugia fuori casa,

sui balconi,

mentre il cielo si oscura lentamente

spegnendo i rumori,

attutendo le voci.

E i profumi sono gli stessi…

… sono quelli di un tempo remoto…

Li avverto presenti nell’aria;

come allora,

quando sedevo in disparte ad attendere

di vederti passare.

Sono proprio gli stessi profumi inebrianti;

soavi,

leggeri.

Ed erano dolci a quel tempo,

e lo sono anche ora,

come le carezze che avrei voluto

regalarti

o anche ricevere in dono,

e che invece ci scambiavamo soltanto

con gli occhi,

quando c’incontravamo.

Le stelle, lassù in alto,

sorridevano compiacenti,

in quelle sere di maggio:

sere magiche,

come i ricordi di adesso.

Soltanto il tuo viso; il tuo sguardo,

mi appare nebuloso.

Forse è per questo,

che è ancora più bello…

Tu

Dall’alba al tramonto era sempre

Primavera.

Lo narrava il tuo passo che era lieve

anche da lontano.

Con ammicco degli occhi, che soltanto

io coglievo,

affermavi la bellezza d’incontrarci,

quando a sera,

con gli occhi negli occhi, e il respiro

ansimante,

per il battito del cuore accelerato,

bramavamo,

emozionati,

la speranza di un futuro scritto allora

a quattro mani.

Quei giorni tratteggiarono per noi un orizzonte

e attese…

disegnate con pastelli.

Silenzio

Schiamazzi, urla, insulti: molte parole

al vento.

Talvolta non si sa più

dialogare.

Le parole, anche le migliori,

intrecciandosi nell’aria,

mutano significato.

Adescate, comprate, assecondate,

oppure brandite come clave,

si usano per vincere…

comunque, sempre, ed ogni costo.

Non interessa più con-vincere,

ma solo primeggiare.

 

Nel vespro che intonaca la sera,

con l’orizzonte che si fa più

breve,

e una stella nomade che esamina

la luna,

gioisco del silenzio che mi preme

in cuore.

Bambino

In giorni come questi,

lontani e ormai antichi,

esili come i ricordi

che affiorano alla mente,

correva ansimando un bimbo

assieme a tanti altri…

 

 

 

Era tutto un vociare,

allegro e scanzonato,

dentro quelle mura alte,

bianche ed ovattate,

che avvolgevano un mondo

fattosi improvvisamente piccolo;

minuscolo e silente,

sperduto lassù sui monti.

 

 

 

… Fuori turbinava la vita…

noi non ce ne accorgevamo…

 

 

 

E quando veniva sera,

un silenzio anche più grande

fasciava tutto quanto.

Ci addormentava la notte

cantando una sua canzone:

spiri arrotati di vento,

che infilavano le imposte.

Incanto

Che ne sa un passerotto

caduto dal nido

che vuol dire volare?

Zampetta per terra

con nel cuore

il sogno di librarsi

nel cielo.

Rosa di maggio

Scarlatta,

come volto dal timido sguardo

che avvampa mostrando la sua timidezza

bambina,

mi osservi, quasi spaurita,

dal folto cespuglio che ti attornia.

Unisci il tuo effluvio odoroso

alla pace che mi avvolge

questa sera nel parco.

I merli, saltellando leggeri sull’erba,

perfezionano con gorgheggi,

e qualche assolo,

il concerto che Natura ha principiato.

Nei ricordi fa breccia un altro volto,

dai lineamenti delicati,

dallo sguardo magico, fascinoso.

Anche allora era il “maggio odoroso”

… e mi schiudevo alla vita.

Ora attendo, vivendo in pienezza

ogni giorno,

che si schiuda nuovamente

su un altro orizzonte…

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