Orizzonti interiori
La vita è un cammino talvolta faticoso, altre volte lieto, comunque sempre stimolante a condizione che ci lasciamo trapassare da sentimenti veri, che la viviamo perseguendo obiettivi alti, che la costruiamo su valori profondi, e infine, che restiamo disponibili ad imparare da quanto il vivere ci insegna.
Pensieri
pesanti
come macigni.
Sommerso
da un cumulo
enorme
di terra
nerastra,
mi avvinghio
al nulla
di un ricordo
remoto
di luce
È forse assai immodesto,
il nominarti mia:
amata e prediletta.
… Ancora non ti conosco.
Sei sogno vago;
luce in fondo a un tunnel,
attesa del domani.
Vorrei che fossi oggi;
sentirti dentro me
come sento la vita.
E arrendermi al tuo abbraccio,
io naufrago,
scampato all’onda
sconcertante
Vorrei stringerti a me,
con forza…;
il pensiero mi fa fremere
e sospirare anche,
con passione.
Vorrei abbandonarmi
fra le tue braccia
e perdermi…
come si perde un naufrago,
e cedere, abdicando
alle carezze tue,
ai baci immaginati
saporosi,
come lo sono i frutti
di stagione.
Tavolozza di colori
sparsi
ovunque:
sono questi
i pensieri miei
stasera.
Il grigio
di speranze deluse,
il verde
di aneliti
profondi,
il giallo di luce
dei tuoi occhi,
il rosso
di un calore mai pago,
poi il nero,
come notte profonda,
con macchie argentate:
sono le stelle
del giorno
che viene.
Mi è dolce
sognare
il tuo volto.
Pensarti
con pensieri
soavi,
come foglie
portate dal vento
l’autunno.
Alla sera,
la tua immagine,
si anima
di poche parole
che accarezzano piano
il mio volto
A tratti
mi par di sognare.
Mi chiedo:
ma è vero?
E se fosse
illusione?
Poi arriva
a conferma
quel tuo poco
parlare.
Mi sorride
la vita;
ho la gioia
nel cuore
E nel fondo,
un grande bisogno,
bisogno
di te.
Cielo
terso,
percorso
da ombre sfuggenti,
che si stende
a coprire
ogni cosa;
ed è sera.
Fioca luce,
di lampade
smorte,
che proiettano
a terra
figure contorte,
di passanti
sperduti,
come uccelli
che hanno smarrito
il lor nido.
Un silenzio
ovattato,
si diffonde per via,
percorre vicoli,
si addossa
alle case,
fascia tutto
come tela
di ragno.
Rallento il mio
passo,
respiro profondo.
Dentro preme
una gioia,
che si tace
sospesa
incantata.
Ci spoglia
la vita;
ci spoglia
d’ogni pretesa,
perché si è
liberi…
quando si è nudi
da ogni potere.
Una luce,
che è dentro,
mi ripaga
dalle molte
fatiche,
e attende
una nascita
nuova.
Stiamo sospesi,
come funamboli
sul vuoto,
ad un filo sottile
come tela
di ragno.
Basta poco
a spezzarlo
ed è tuffo,
io credo,
in un mare di luce.
È fiorito di nuovo,
e ancora cattura
i colori del cielo,
oggi un po’ smorto.
Di luce iridescente,
mi trafigge lo sguardo
ed il cuore.
Così, come un tempo,
le tue labbra rosate,
che incastonavano
un gaio sorriso.
Labbra accarezzate
con lo sguardo:
trasognato,
stregato.
E come un fiore leggiadro,
riflettendo il tuo sguardo,
a quello
il mio rimandavano,
cercando risposta
alla mia sete d’amore.
Ora,
i fiori del mandorlo
in festa,
mi permettono ancora
di sognare;
ed è un sogno più
grande…
e lo sguardo che incrocio,
ha orizzonti
d’infinito.
È un Immenso che
mi avvolge;
in cui perdermi, per
ritrovarmi.
Il giorno s’è allungato
e anche le foglie sbocciate di fresco
sui rami odorosi dei tigli.
E si indugia fuori casa,
sui balconi,
mentre il cielo si oscura lentamente
spegnendo i rumori,
attutendo le voci.
E i profumi sono gli stessi…
… sono quelli di un tempo remoto…
Li avverto presenti nell’aria;
come allora,
quando sedevo in disparte ad attendere
di vederti passare.
Sono proprio gli stessi profumi inebrianti;
soavi,
leggeri.
Ed erano dolci a quel tempo,
e lo sono anche ora,
come le carezze che avrei voluto
regalarti
o anche ricevere in dono,
e che invece ci scambiavamo soltanto
con gli occhi,
quando c’incontravamo.
Le stelle, lassù in alto,
sorridevano compiacenti,
in quelle sere di maggio:
sere magiche,
come i ricordi di adesso.
Soltanto il tuo viso; il tuo sguardo,
mi appare nebuloso.
Forse è per questo,
che è ancora più bello…
Dall’alba al tramonto era sempre
Primavera.
Lo narrava il tuo passo che era lieve
anche da lontano.
Con ammicco degli occhi, che soltanto
io coglievo,
affermavi la bellezza d’incontrarci,
quando a sera,
con gli occhi negli occhi, e il respiro
ansimante,
per il battito del cuore accelerato,
bramavamo,
emozionati,
la speranza di un futuro scritto allora
a quattro mani.
Quei giorni tratteggiarono per noi un orizzonte
e attese…
disegnate con pastelli.
Schiamazzi, urla, insulti: molte parole
al vento.
Talvolta non si sa più
dialogare.
Le parole, anche le migliori,
intrecciandosi nell’aria,
mutano significato.
Adescate, comprate, assecondate,
oppure brandite come clave,
si usano per vincere…
comunque, sempre, ed ogni costo.
Non interessa più con-vincere,
ma solo primeggiare.
Nel vespro che intonaca la sera,
con l’orizzonte che si fa più
breve,
e una stella nomade che esamina
la luna,
gioisco del silenzio che mi preme
in cuore.
In giorni come questi,
lontani e ormai antichi,
esili come i ricordi
che affiorano alla mente,
correva ansimando un bimbo
assieme a tanti altri…
Era tutto un vociare,
allegro e scanzonato,
dentro quelle mura alte,
bianche ed ovattate,
che avvolgevano un mondo
fattosi improvvisamente piccolo;
minuscolo e silente,
sperduto lassù sui monti.
… Fuori turbinava la vita…
noi non ce ne accorgevamo…
E quando veniva sera,
un silenzio anche più grande
fasciava tutto quanto.
Ci addormentava la notte
cantando una sua canzone:
spiri arrotati di vento,
che infilavano le imposte.
Che ne sa un passerotto
caduto dal nido
che vuol dire volare?
Zampetta per terra
con nel cuore
il sogno di librarsi
nel cielo.
Scarlatta,
come volto dal timido sguardo
che avvampa mostrando la sua timidezza
bambina,
mi osservi, quasi spaurita,
dal folto cespuglio che ti attornia.
Unisci il tuo effluvio odoroso
alla pace che mi avvolge
questa sera nel parco.
I merli, saltellando leggeri sull’erba,
perfezionano con gorgheggi,
e qualche assolo,
il concerto che Natura ha principiato.
Nei ricordi fa breccia un altro volto,
dai lineamenti delicati,
dallo sguardo magico, fascinoso.
Anche allora era il “maggio odoroso”
… e mi schiudevo alla vita.
Ora attendo, vivendo in pienezza
ogni giorno,
che si schiuda nuovamente
su un altro orizzonte…