La cronaca ci rimanda di continuo accadimenti che sono come tante pietre di inciampo per chi le voglia vedere, soffermarsi a riflettere e decidere da quale parte stare. Sono del parere che il mondo potrà cambiare in meglio solo quando ciascuno di noi saprà sentire, come scriveva José Martì, sulla propria guancia lo schiaffo dato sulla guancia di un altro uomo.
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Ricevi le notifiche via email quando un nuovo intervento viene aggiunto in questa categoria.C’è solo un breve braccio di mare
che separa due terre dalle storie intessute
come arazzi parentali di antichi manufatti,
ma la distanza è abissale tra le vittime a Gaza
e l’Europa che si limita a un vuoto deplorare.
Su petti irsuti
svuotati di cuore
s’appuntano medaglie
all’orrore.
Tu, li hai mai visti i bambini di Gaza?
li hai mai guardati negli occhi?
Hai mai pesato le loro lacrime,
contato i loro tremiti
assaporato il freddo che li ghiaccia
fin dentro le ossa?
Hai mai prestato loro i tuoi piedi
per superare pozzanghere senza troppo bagnarsi?
Ti sei mai fatto prossimo
accudendoli nei loro giacigli improvvisati
riscaldandoli dentro tende logore e sfatte?
Hai mia provato i morsi della fame,
reggendo una vuota scodella
che invoca assieme a te: ho fame!
Conosci l’amaro sapore
della mancanza di cure per le ferite del corpo
dell’anima, della psiche
che impediscono di volare nel cielo
dei sogni bambini, inducendo il sorriso?








