In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto!
Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».
Alla scuola del Maestro non ci è consentito essere dei pusillanimi o degli invertebrati. Il Vangelo ci chiede di saper scegliere . Il fuoco che Gesù è venuto a gettare sulla terra, noi lo custodiamo, lo alimentiamo oppure agiamo per spegnerlo o anche soltanto contenerlo, quasi temessimo che divampi troppo anziché desiderare che proprio questo avvenga? Il Vangelo non è neutrale, mai, neppure dentro le mura di casa, perché anche nei rapporti familiari domanda di sapersi schierare, non per partito preso, o perché ci sia richiesto di alimentare nei rapporti tra consanguinei conflitto. Il conflitto si affaccerà inevitabilmente ogni qualvolta è in discussione la fedeltà al Signore e alle esigenze richieste dalla Parola piuttosto che gli affari, i soldi, il potere, l'apparire, l'accumulare, ecc. I legami familiari sono tante volte i più difficili da individuare come inciampi nel cammino di fede e nella coerenza di una vita che voglia essere testimonianza del nostro essere discepoli di Gesù Cristo. Lo stesso Signore, mettendo in guardia contro questi legami tossici, parlava per esperienza personale. Non dimentichiamo che a un certo punto i parenti cercarono di catturarlo perché ritenuto "fuori di sé" ( Marco 3, 20-21) o, come scrive l'evangelista Giovanni (7,5), "neppure i suoi fratelli credevano in lui"