Gv 12,1-11

121 Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. 2 E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali. 3 Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell'aroma di quel profumo.

4 Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: 5 "Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?". 6 Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro. 7 Gesù allora disse: "Lasciala fare, perché essa lo conservi per il giorno della mia sepoltura. 8 I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me".

9 Intanto una grande folla di Giudei venne a sapere che egli si trovava là e accorse, non solo per Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti. 10 I capi dei sacerdoti allora decisero di uccidere anche Lazzaro, 11 perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù.

Ecco la cosa di cui abbiamo maggior bisogno, di cui difettiamo maggiormente e che non si trova sulle bancarelle del mercato attorno a cui gira il mondo. Troviamo sempre delle motivazioni, il più delle volte del tutto infondate, quando non addirittura illogiche, per dire che si poteva fare diversamente e il diversamente che si propone, guada caso, ha sempre come giustificazione il fatto che ciò che si dona o si riceve, deve essere meritato. Ma è proprio il contrario dell’agire di Dio. Maria pare essere l’unica che ha compreso questo, infatti non esita a profumare di nardo preziosissimo il capo di Gesù – senza badare a spese, si direbbe, - proprio perché ha capito il suo agire amando in modo incondizionato fino a dare la sua vita per noi. Dio ci ha creato gratis, recitava il titolo di un fortunato libro del maestro Marcello D’Orta. Noi cosa attendiamo per amare gratis?

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