Di gioia intima

e serena,

pare fattrice,

e non v’è occhio

che non veda,

quanto si addica a lei

il nome che la

segna.

Incede con passo

altero e signorile,

celando

sembianze

da bambina,

dietro quell’aria

un po’ dottoreggiante,

che non la fa diversa,

ma invece più vicina,

a chi soccorre,

non solo per dovere,

ma per un intimo

convincimento

che la muove.

Verrebbe a voglia,

talvolta,

io ne sono certo,

di pizzicarla

su quelle rosee gote,

per misurare

quanto sia per vera

e certa,

e non di celluloide

quale pare

a volte.

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