Mi ha generato una terra

scarsa;

a tratti aspra,

rubata con fatica,

nel tempo,

alla montagna.

Era un giorno imbiancato;

un giorno di freddo,

con poco fuoco

a scaldarmi;

e mia madre.

Con mio padre salito

in montagna,

a far legna,

per avere di che attizzare

e donarci sollievo; tepore,

dentro quell’umile stanza,

che assieme alla cucina,

era il nostro castello.

I miei primi vagiti,

li attutì la neve,

che fuori,

lievitava come una pasta di pane…

Un pane grande,

che avvolgeva le case,

tutto attorno,

cantando per me,

ninna nanna.

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