Forse sono tante le persone, specialmente tra i giovani, che nemmeno sanno cosa avvenne l'otto settembre del 1943, cosa significò e comportò per il nostro Paese l'armistizio di cui i nostri nonni e padri ebbero notizia la sera di quel giorno.
Anziché la fine della disastrosa guerra in cui aveva gettato il Paese Mussolini, quella data segnò l'inizio di una nuova catastrofe con l'invasione del territorio italiano da parte delle forze armate tedesche. Segnò anche l'inizio della Resistenza e della guerra di liberazione contro il nazifascismo, certo, ma il tributo di sangue e di dolore che richiese fu davvero grande ed è difficile da comprendere (ma si deve cercare di comprendere o solo contrastare?), come sia possibile che a distanza di 83 anni si assista al ritorno e al diffondersi di gruppi, movimenti, partiti e ideologie che si richiamano più o meno esplicitamente ai protagonisti e alle idee di quell'epoca e che hanno significato dolore, morte, sofferenza, crudeltà inimmaginabili per milioni di persone. Si dirà che oggi non corriamo il pericolo di vedere nuovamente le nostre strade e le nostre piazze riempirsi di manipoli di camicie nere o di Schutzstaffel, ma questo non ci esime dal considerare che le nostre democrazie stanno correndo un reale pericolo di corruzione capace di precipitarci dentro il buco nero di società connotate da nazionalismo, sovranismo, razzismo e xenofobia, una miscela esplosiva di elementi che, se non si interviene per prevenirli e soffocarli sul nascere, comporteranno senza dubbio disgregazione sociale, violenze e sofferenze per tante persone. Le idee che professano molti dei nostri connazionali, siano essi rappresentanti politici o normali cittadini, non sono idee compatibili con uno stato democratico, con i valori sui quali è stata costituita la Repubblica italiana, nata dalla Resistenza e dalla sconfitta del nazifascismo. Non sono idee come tutte le altre che possono essere accettate nello spazio dell'agorà in cui si dibatte sui problemi da affrontare e risolvere, perché il nazifascismo, comunque si manifesti, è una patologia dello spirito che non può rivendicare dignità di pensiero. Quanto accaduto in Sassonia nelle recenti elezioni che hanno visto l'affermazione del partito di estrema destra AfD, così come le esternazioni in Italia di personaggi come Salvini e Vannacci, non possono lasciare dormire sonni tranquilli ai veri democratici, sotto qualunque bandiera militino in questo momento.
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