In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Vegliate, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa.
Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo.
Chi è dunque il servo fidato e prudente, che il padrone ha messo a capo dei suoi domestici per dare loro il cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così! Davvero io vi dico: lo metterà a capo di tutti i suoi beni.
Ma se quel servo malvagio dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda”, e cominciasse a percuotere i suoi compagni e a mangiare e a bere con gli ubriaconi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli ipocriti: là sarà pianto e stridore di denti».
Il verbo "vegliare", come riportato dal vocabolario, ha un duplice significato: indica sia il rimanere svegli di notte per ragioni diverse, sia, in senso figurato, fare attenzione, rimanere vigili o proteggere qualcuno con cura. Ciò che ci chiede il Signore comprende entrambe queste dimensioni. È un invito a non lasciare che il tempo scorra in modo ozioso, ma a valorizzarlo come un dono prezioso, poiché ogni istante della nostra vita ci è affidato affinché possiamo operare il bene. Solo addestrandoci a essere responsabili e non superficiali possiamo prepararci adeguatamente al momento in cui la vita, le circostanze o gli avvenimenti ci richiederanno un atto di fedeltà impegnativo.
L'invito a essere vigili, accompagnato dagli esempi del vangelo – come quello del ladro o del padrone che torna inaspettatamente – non ha lo scopo di provocarci paura, ma di farci comprendere che vivere secondo il vangelo è un impegno serio, non superficiale o da affrontare con leggerezza. Non basta dichiararsi credenti per cavarsela nelle situazioni difficili, né pensare che il Signore si occuperà di tutto al nostro posto. Il Signore ci assicura la sua presenza in ogni circostanza, ma sta a noi, imparando da lui e confidando in lui, agire con responsabilità e maturità. Solo così saremo sempre pronti a compiere il bene e a amare anche nelle difficoltà, nelle persecuzioni.
Saremmo doppiamente colpevoli se, ricevuti i compiti assegnati per il bene degli altri, li utilizzassimo per imporci sugli altri, dominandoli anziché servendoli. Ricordiamoci che il vero discepolo è colui che, vigilante e responsabile, si impegna a vivere secondo il vangelo, testimoniando l’amore e la fedeltà di Cristo in ogni circostanza.








