In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.
Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.
Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».
Non dobbiamo pensare che l'affermazione di Gesù riguardo al non essere capaci ancora di portare il peso delle molte cose che aveva ancora da dire ai discepoli riguardi solo loro. Anche noi ci troviamo nella stessa identica situazione , perché neppure noi siamo in grado di portare il "peso" della profondità , della vastità e del valore che lo Spirito sprigiona guidandoci a tutta la verità. Siamo creature limitate, ma aperte all'infinito di Dio. La nostra comprensione della ricchezza, della bellezza, della grandezza dell'amore donantesi che è Dio, la possiamo accogliere solo a piccole quantità per volta e lasciarci trasformare gradualmente secondo la capacità di crescita di ciascuno di noi. Questo nostro essere limitati non deve, per altro, gettarci nello sconforto; sarebbe come se un seme si abbattesse per non essere ancora spiga, fiore o frutto. Le cose future stanno davanti a noi e noi siamo in cammino verso la pienezza di vita.








