"Se il mondo fosse popolato da santi, sai che noia mortale!" L'ho sentito dire da un personaggio pubblico in TV.
Immagino che per sostenere una simile affermazione abbia un'idea piuttosto meschina dei santi in generale, oppure che si riferisca a talune agiografie che ne veicolano profili indubbiamente soporiferi. Senza tema di smentita, posso affermare che, nel corso della mia vita e tuttora, ho conosciuto e conosco persone che reputo santi, e posso testimoniare che tutto si può dire di tali persone tranne che siano persone noiose e incolori. Spesso si tratta di persone note al grande pubblico e altre quasi sconosciute, ma tutte dotate di grande personalità, ricche di doti umane, pur non essendo prive di limiti e difetti, che le rendono autentiche, apprezzabili e desiderabili come compagni di vita. Diversamente dalle tante altre persone che si caratterizzano, anche queste talvolta conosciutissime e altre decisamente meno note, per caratteristiche che magari servono a "bucare lo schermo", come si suol dire, della notorietà e magari anche a suscitare invidia, ma che al dunque appaiono morte dentro, le persone che definisco "sante", anche se può sembrare il contrario, sono quelle che, in definitiva, contribuiscono in modo sostanziale a far sì che questo nostro mondo, la nostra umanità, possa sperare di avere ancora un futuro. Sono persone credenti e non, oppure di fedi diverse, ma tutte contraddistinte da una qualità che, pur nella diversità anche accentuata tante volte, le unisce: la profonda umanità. Non mettono al primo posto il successo personale, l'arricchimento, il potere, il proprio interesse, ma il bene di tutti, con particolare attenzione nei confronti di quanti dalla vita hanno avuto meno. Scorrendo le notizie di stampa o TV, sembrerebbe che il dominio del mondo sia in mano ai guerrafondai, ai super-ricchi, a quanti dei propri privilegi hanno fatto e fanno la ragione del proprio vivere. Sì, può sembrare sia così, ma è un dominio apparente che non costruisce alcunché, ma procura solo morte a tante innocenti e pure a coloro che si ritengono dominatori. Per quanto paradossale possa sembrare, il loro dominio è solo apparenza; non ha sostanza, come non ha sostanza il male, anche se produce sofferenza. Al contrario, quanti sono ritenuti perdenti e all'apparenza possono sembrare tali - penso alle migliaia di persone che operano in ogni campo a favore del bene degli uomini: in famiglia, nella scuola, nella sanità , nel mondo del volontariato, nel campo della cultura, nel sociale, in politica, nel campo internazionale, ecc. - sono i veri e unici costruttori di senso, che promuovono vita e futuro, che, sia pure attraverso una lenta maturazione delle coscienze, permettono, come è stato anche per il passato, di traghettare l'umanità verso traguardi di maggiore civiltà e benessere per tutti, a livello materiale quanto spirituale.
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