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Il cuore della legge Mt 5,17-19
11 mar 2026
Il cuore della legge Mt 5,17-19
Scritto da Piergiorgio |
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In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento.

In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto.

Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».

Se qualcuno intendesse quanto scritto nel testo evangelico di oggi come un invito all’ attuazione minuziosa di quanto prescritto nel testo sacro, mostrerebbe di non aver compreso davvero l’insegnamento del Signore Gesù. Il versetto successivo a quello posto nel brano odierno alla fine, il versetto 20 infatti, avverte che per entrare nel regno di Dio è necessario fare la volontà di Dio più seriamente di come la fanno i farisei e i maestri della legge. È allora evidente che quanto è richiesto riguarda qualcosa di diverso dall’osservanza scrupolosa di qualche norma, fosse pure dedotta dal Vangelo. I precetti ai quali si riferisce Gesù sono le beatitudini che non sono degli obblighi, ma risposta generosa al dono del Padre: la chiamata a essere suoi figli amati. È un’offerta di vita quella che ci viene proposta attraverso le beatitudini; l’invito a metterci nel cuore di Dio assumendo come nostro stile, criterio di vita, lo stesso atteggiamento che è stato del Signore Gesù. Fidandoci del Padre possiamo pertanto assumere uno stile di vita sobrio e all’insegna della condivisione di ciò che abbiamo e siamo, facendoci attivi protagonisti della felicità degli altri. La differenza tra l’essere considerati minimi o grandi nel regno dei cieli è commisurata alla generosità con la quale sapremo assumere il compito di mostrarci davvero figli di un Padre di tanta generosità.

 

 

 

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