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GRANDEUR
02 feb 2026
GRANDEUR
Scritto da Piergiorgio |
Letto 47 volte | Pubblicato in Il mio blog
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Come riporta il vocabolario Treccani, il termine "grandeur", nel linguaggio giornalistico, indica l' esibizione o l'ambizione di potenza da parte di uno stato, con particolare riferimento alla Francia.

Tuttavia, è un vocabolo che ben si adatta a indicare esibizione e ambizione di potenza per qualsiasi altro stato o nazione e pure per leader che amano sfoggiare più di altri, giacché la tentazione di esibirle domina un po' tutti i capi di governo, brame di potere. Nel libro del Siracide o Ecclesiastico, troviamo scritto che il governo dell'uomo di senno è ordinato, ma anche che, quale il capo di una città, tali sono tutti i suoi abitanti e che un re che non ha istruzione rovina il suo popolo. Che non siano spesso i migliori a essere eletti a incarichi di governo, credo sia sotto gli occhi di tutti, ma sovente ci fermiamo soltanto a questa superficiale considerazione, senza interrogarci circa la nostra responsabilità per la loro nomina, la loro elezione. Quante volte vediamo assurgere a posti di responsabilità personaggi privi di istruzione, cultura e preparazione, quando non addirittura degli emeriti ignoranti portati al successo politico sull'onda di sentimenti da fan, quali si addicono a una star del cinema o della canzone, più che a un parlamentare, governante o rappresentante istituzionale ? Come meravigliarsi allora se chi è catapultato in alto, non per meriti in qualche campo, ma principalmente perché piace alla gente per il suo eloquio, per le promesse farlocche, perché da buon manipolatore sa suscitare consenso ricorrendo a facili slogan capaci di parlare alla pancia della gente e di discorrere? Naturalmente, personaggi così fatti, che denotano in se stessi il vuoto cosmico, più di altri, hanno bisogno di ricorrere, quando il potere assunto lo consente loro, attraverso abili strategie supportate da yes-man di cui amano circondarsi, alla realizzazione di qualcosa di grande, appunto, che li incoroni come esseri superiori, degni di essere ricordati nei libri di storia. Vi sono anche persone che sono state indubbiamente eccezionali per certi aspetti, ma chissà perché le loro imprese più note sono imprese di morte, più che di vita: guerre, assoggettamenti violenti di individui e popoli, realizzazioni monumentali che hanno comportato lavoro schiavo o , nel migliore dei casi, malpagato, ecc. Questo per quanto riguarda il passato. Anche il presente somiglia molto all'antico. Cosa spinge un Trump a voler realizzare un arco di trionfo che superi quelli oggi esistenti? Salvini e altri a voler realizzare un ponte inutile, costoso e non voluto dalle popolazioni più direttamente interessate? E le guerre in atto, non sono forse frutto anche del desiderio di legare il proprio nome a una vittoria , rivincita, costi quel che costi? Non è forse così Putin? Non è forse così Netanyahu? Io ho la speranza che un giorno conosceremo la storia nei suoi più veri e autentici risvolti. Conosceremo quanti e quante hanno contribuito a farla avanzare verso il compimento umano a cui siamo tutti chiamati e che coloro che ieri e oggi hanno calcato e calcano abusivamente le scene, figurando come grandi, appariranno quali sono davvero: piccoli, piccoli e meschini.

Grazie per aver letto questo articolo.

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