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07 set 2022
Beati? Lc 6,20-26
Scritto da Piergiorgio |
Letto 149 volte | Pubblicato in Sulla tua parola
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20Ed egli, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva:

 

"Beati voi, poveri,

perché vostro è il regno di Dio.

21Beati voi, che ora avete fame,

perché sarete saziati.

Beati voi, che ora piangete,

perché riderete.

22Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell'uomo. 23Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti.

24Ma guai a voi, ricchi,

perché avete già ricevuto la vostra consolazione.

25Guai a voi, che ora siete sazi,

perché avrete fame.

Guai a voi, che ora ridete,

perché sarete nel dolore e piangerete.

26Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti.

 

Una lettura superficiale del testo delle beatitudini potrebbe indurre a dare ragione a quanti imputano ai cristiani, e in questo abbiamo storicamente delle responsabilità per averle fraintese e spiegate in modo distorto, di aver contribuito a mantenere nella loro condizione di sfruttamento i tanti poveri presenti nel mondo. Mai Gesù ha inteso approvare le ingiustizie presenti nel mondo; lo testimonia la sua intera vita. La beatitudine dei poveri consiste nel sapersi oggetto dell’amore del Padre che si esplica attraverso la cura del fratelli e di quanti scelgono, non di farne oggetto di commiserazione, ma compagni di cammino assumendo la loro storia per saziarli, consolarli e renderli protagonisti  di una vita degna e felice. Quanti al contrario operano per fare l’esatto opposto: i ricchi, i gaudenti, Gesù li piange come già morti. Farsi solidali con i poveri implica diventare come loro oggetto di rifiuto e  di persecuzione, come è stato per Gesù, ma anche allora possiamo dirci beati perché il Padre ci ricompenserà e avrà cura di noi.

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