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Esclusi
Letto 1046 volte | Pubblicato in Sono forse io il custode di mio fratello?

  

Non serrano più i polsi,

non stringono caviglie

non suonano di freddo

e sordido metallo:

sono impresse dentro l’anima,

con marchio che è di fuoco.

I lacci sono occulti,

e mascherati bene:

Invisibili è il nome

di quanti oggi imprigiona.

La gente pare cieca

e finge anche sorpresa;

pare non avvedersi

dei pregiudizi effusi

disseminati ovunque.

Come gramigna crescono

e rinserra sempre gli Ultimi:

li etichetta

espunge

confina oltre i margini.

Qui a morire è l’Uomo

e sempre fuori le mura

della città che gode.

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