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QUANDO LA FORZA SOSTITUISCE IN DIRITTO
01 mar 2026
QUANDO LA FORZA SOSTITUISCE IN DIRITTO
Scritto da Piergiorgio |
Letto 55 volte | Pubblicato in Il mio blog
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Cosa possiamo realisticamente attenderci per il prossimo futuro? Un futuro non lontano, ma cadenzato in giorni e mesi? Lo scenario internazionale credo sia tra i peggiori che ci è dato osservare,

non tanto o non solo perché si sono aperti nuovi fronti di guerra con l'attacco contro l'Iran da parte di USA e Israele, ma perché avviene ad opera di dirigenti che sembrano mostrare una sicurezza arrogante , basata quasi esclusivamente sulla forza, e perché questa forza, che è anche reale in termini di armamenti a loro disposizione, si esprime in una regione altamente instabile, piena di possibili focolai di violenza, composta da Paesi retti da regimi autoritari nei quali religione e politica si intrecciano in una miscela altamente tossica. In aggiunta , e anche con il contributo determinante di personaggi come Trump e Netanyahu, senza dimenticare naturalmente Putin e, in misura minore ma comunque significativa, di altri governanti della destra sovranista presenti in vari Paesi, ci troviamo dinanzi alla messa in mora del diritto internazionale, ormai ridotto a brandelli e nell'impossibilità per la diplomazia di avere voce in capitolo nei confronti dei conflitti aperti. Quando sono le armi a parlare, le cose certe sono davvero poche e tutte drammatiche: morte di innocenti, distruzioni materiali su vasta scala, semina di odi e vendette in un vortice che può portare verso esiti inimmaginabili. Il rischio di un conflitto su scala mondiale credo che non sia mai stato così attuale come oggi e, nel caso dovesse deflagrare, sarebbe arduo prevederne gli sviluppi, tanto più che in tempi recenti non si è fatto mistero del possibile uso dell'arma nucleare, sia pure attraverso l'uso di ordigni tattici, come vengono definiti, che significano della potenza, più o meno, di quelle sganciate a suo tempo su Hiroshima e Nagasaki . Eppure non dobbiamo e non possiamo abbandonarci a considerazioni fataliste e pessimiste, convincendoci che non c'è niente da fare. La Pace cammina sulle gambe di gente di buona volontà che non rinuncia, neppure nella notte più nera, a credere, operare e lottare perché prevalga ad ogni livello la ricerca della giustizia, del dialogo, della cooperazione tra i popoli e sia sconfitto l'odio e l'inimicizia. In questo frangente, chi ha a cuore la Pace è certamente dalla parte del popolo iraniano e non può che gioire con esso se riuscirà a liberarsi dalla tirannia alla quale soggiace da lungo tempo, ma al contempo non può non detestare coloro che, mentendo, ne strumentalizzano l'anelito alla libertà per aggiungere una motivazione bugiarda a quelle vere, di carattere geopolitico ed economico , che li hanno spinti all'intervento militare. Le oltre 140 vittime, per lo più bambine e ragazze,  della scuola primaria femminile nella città iraniana di Minab, causate da un bombardamento israeliano, lo richiedono.

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